Valtiberina e Arezzo, terre di artigiani e pittori

La Toscana è la patria del Rinascimento, periodo storico che ebbe inizio in Italia, con caratteristiche già abbastanza precise intorno alla metà del 14° sec., ma affermatosi definitivamente nel secolo successivo. Fu caratterizzato da una ricezione filologica dei classici greci e latini, dal rifiorire delle lettere e delle arti, della scienza e, più in generale, della cultura.

Uno degli artisti cardine di questo periodo, fu Piero della Francesca.  Venne definito el monarcha de la pittura dal matematico Luca Pacioli, suo amico, e con quelle parole intendeva omaggiare la statura del grande pittore. La sua pittura fatta di armonia e geometrismo, luminosa, prospetticamente calibrata su di una costruzione matematicamente impostata, razionale, misurata in ogni singolo dettaglio, ha appassionato generazioni di amanti dell’arte. In particolare a Monterchi possiamo ammirare alcuni dei suoi capolavori, tra i quali La Madonna del parto: affresco realizzato tra il 1455-1465 circa, e conservato in un museo appositamente predisposto di Monterchi, proveniente dalla cappella di Santa Maria di Momentana.

 La zona di Arezzo offre anche una ricca storia di tradizione legata alle attività artigianali, fra le quali l’arte orafa. Quest’ultima in provincia di Arezzo risale alla civiltà etrusca. I musei di Arezzo e della provincia, in particolare Cortona, ospitano diverse testimonianze dell’arte orafa etrusca datate sino al VI secolo a.C. Le botteghe artigiane del gioiello ad Arezzo fiorirono nel XIV secolo su commissione dei signori della zona; ben presto giunsero fino al papato, specializzandosi così nella produzione religiosa. Complessivamente il distretto orafo di Arezzo conta oggi circa 1.200 aziende con un bacino occupazionale di circa 8.000 dipendenti. La lavorazione segue ancora antichi procedimenti manuali: sbalzo, incisione, traforo, microfusione o stampo.

Ad Anghiari invece, la famiglia Busatti lavora artigianalmente le fibre naturali di lino, lana, canapa e cotone dal 1842, creando tessuti che perpetuano la tradizione popolare contadina e quella rinascimentale, ma su cui innesta la ricerca di nuove lavorazioni, colori e finiture, senza mai tradire la qualità. L’azienda è di proprietà della stessa famiglia da otto generazioni, garantendo rispetto e continuità di valori. I filati di alta qualità, sono interamente lavorati in Italia. La tintura avviene in filo e non in pezza, per una maggiore tenuta e durata del colore.

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